Danza Tsamikos

 

Danza Tsamikos

Tsamikos è una danza circolare danzata principalmente da uomini e, con poche variazioni e passi più armoniosi, anche dalle donne

Si danza in un cerchio aperto e appartiene alla categoria delle “danze primigenie”, in cui a parte i passi base eseguiti da tutti i danzatori, il primo ballerino esegue piegamenti, giravolte, salti, ecc. a seconda dell’umore del momento e del suo potenziale; può anche improvvisare secondo le liriche e la melodia della canzone che accompagna la musica.

Quando il cerchio è misto,  la danza viene eseguita a “doppia ringhiera” (gli uomini nel cerchio più esterno – le donne nel cerchio più interno), o in un cerchio in cui gli uomini seguono le donne.

 

Storia

Durante l’occupazione turca la danza era eseguita da armatolous e kleftes (guerrieri greci) ed era accompagnata da canzoni  che esprimevano ammirazione per i loro risultati, di conseguenza chiamate Kleftikos.

Qualcuno sostiene che il suo nome derivi dalla regione Tsamouria, in Epiro, mentre altri ritengono che derivi dalla parola Tsamis, che significa "alto", e faccia riferimento metaforicamente alla statura virile che caratterizza tradizionalmente i danzatori.

La danza Tsamikos viene solitamente eseguita nelle regioni montuose e simboleggia la cavalleria e il coraggio dei danzatori.

Ci sono due importanti peculiarità nella sua esecuzione: l’elemento di trionfo espresso dall’andatura imponente e grandiosa e l’elemento della lotta espresso da salti ritmicamente irregolari, colpi, camminate a papera, dall’inginocchiarsi a terra (soprattutto da parte del primo ballerino).

La presa delle mani viene effettuata tramite i palmi, con le mani a W.

 

Musica che accompagna la danza Tsamikos / Canzoni (liriche)

Il ritmo è 3/4  (in alcune regioni viene eseguita in un ritmo più lento di 6/8 )

Fra le canzoni che accompagnano la danza troviamo:

  • Birbilis
  • Protomagia
  • Ta magia
  • Enas leventis horeve
  • Na tan ta niata dyo fores
  • Stou papa Lambrou tin avli
  • Ti me koitas poy gerasa
  • Amarantos
  • Itia, Dailiana
  • Enas aitos kathotane
  • Katakaimeni arahova (of Daveli) 
  • Ilios
  • S’ aytes tis rahes tis psiles

 

Differenze regionali nel ballo Tsamikos

Il ballo Tsamikos viene danzato nel Peloponneso, Grecia Centrale, Tessalia, Macedonia Occidentale con piccolo variazioni nella struttura kinesiologica (passi 10, 12, 8, 16) {noi abbiamo presentato la danza con 10 passi, che rappresenta la forma più comune}.

La danza Tsamikos viene eseguita con un ritmo lento, medio e veloce a seconda della morfologia e di altri fattori.

La Tsamikos viene ampiamente considerata una danza panellenica, anche se in realtà in molte regioni della Grecia, e soprattutto nelle isole, non è danzata.

 

I costumi della Danza

La Tsamiko è di solito accompagnata dal costume chiamato foustanella.

Nel Peloponneso e in generale nella Grecia continentale, così come nelle Sarakatsans, troviamo la foustanella, una specie di kilt bianco pieghettato. In Epiro questo indumento è conosciuto anche con il nome di toska.

È realizzato a partire da diversi pezzi di stoffa triangolari, cuciti insieme, la parte dritta unita alla parte in sbieco, e poi raccolti intorno alla vita. Il foustanella di solito è formato da due parti separate, e unite insieme su entrambi i lati della vita.

Il fatto che la versione più antica del foustanella prevedesse un corpino, fosse meno pieghettato e arrivasse a metà gamba, suggerisce che l’indumento possa essersi evoluto dalla camicia. Il foustanella era indossato principalmente dai combattenti armati, gli Armatoli e i Klephts . In realtà sembra che sia stata introdotta dal primo re della Grecia, Otto.

 

Foustenella (abito tradizionale greco)

Dopo la liberazione della Grecia, nel primo quarto del 19° secolo, tutti i costumi maschili del Peloponneso presero la forma del foustanella. Le mutande bianche o la boudouri, lunga calzamaglia bianca fatta a maglia, sono legate alla vita con una cintura. La calzamaglia è tirata e assicurata da reggicalze (gonatoures) legati sotto al ginocchio.

Il foustanella copriva in modo appropriato la calzamaglia ed era strettamente annodata alla vita da una fusciacca su cui era legato il silachi, una specie di marsupio di pelle. ll gilet più caratteristico era doppiopetto e ricamato con trecce pullets.

Sulla testa veniva indossato un foulard di cotone, il barezi, o un fez e, dalla fine del 19° secolo, qualsiasi tipo di cappello inviato dai parenti residenti all’estero.

Con la calzamaglia veniva indossato il tsarouchia con i pompon, mentre le scarpe che accompagnavano la trikia erano chiodate (prokadoures).

Dopo l’abolizione degli anteri, questo per gli uomini costituiva il costume da città. Era inizialmente indossato dai capotribù guerriglieri e, in un certo senso, costituiva una sorta di vestito militare. Peculiarità distintive del costume sono la lunga fustanella e il turbante di seta, che era spesso arrotolato intorno al fez. Sopra alla stretta fusciacca rossa che stringeva la vita era indossato il selachi d’oro, in cui erano nascoste le pistole ma anche, nelle sue tasche interne, diversi oggetti utili. Era riccamente ricamata. Ci sono tre gilet: il ghileki, indossato sotto il fermeli, con le maniche indossate normalmente e non girate, e il fermedoghedeko, che è il gilet indossato sopra il fermeli. È un costume ricamato d’oro, così come era indossato solo dopo la Liberazione. Questo particolare costume apparteneva a un aiutante di campo del Capodostrias, il primo governatore greco.

Ι. Papantoniou (1996), Greek Regional Costumes, Peloponnesian Folklor Foundation, Nafplion, p.14, 24, 27

Se siete interessati a maggiori informazioni sulla Danza Tsamiko, potete visitare il nostro Learning Management System