Cantu in Paghjella

Il "Cantu in paghjella" è un canto tradizionale Corso che è stato inserito dall’UNESCO come uno dei tesori ICH che necessitano di urgente salvaguardia. Il “Cantu in paghjella” fa un uso considerevole dell’eco ed è cantato a capella in una moltitudine di lingue, comprese  il Corso, il Sardo, il Latino e il Greco. Tradizione orale sia secolare che liturgica, il “Cantu in paghjella” viene eseguito in occasioni festive, sociali e religiose. Il principale metodo di trasmissione è orale, per lo più attraverso l’osservazione e l’ascolto, l’imitazione e l’immersione, iniziando come parte degli offici liturgici quotidiani di giovani ragazzi e poi, nell’adolescenza, nel coro della chiesa locale. Nonostante l’impegno dei suoi praticanti per rivitalizzarne il repertorio, il “Cantu in paghjella” ha progressivamente diminuito la propria vitalità, a causa di un severo declino nella trasmissione intergenerazionale causato dall’emigrazione delle generazioni più giovani e il conseguente impoverimento del suo repertorio. Se non verranno intraprese azioni al riguardo, il paghjella smetterà di esistere nella sua forma corrente, sopravvivendo solo come prodotto turistico privo di quei legami con la comunità in grado di conferirgli un reale significato.

Figura 1: il canto tradizionale Corso "cantu in paghjella" è stato inserito dall’UNESCO come uno dei tesori ICH che necessitano di urgente salvaguardia. Clicca qui per vedere il video su youtube.