Canto a Tenore

Nel 2005 il Canto a Tenore è stato proclamato ‘Patrimonio Culturale Intangibile dell’Umanità’ dall’UNESCO (vedi il video su youtube).

Figura 1: Gruppo di "A Tenore" che canta durante un’esecuzione

Canto a tenore in breve

Il Canto a Tenore rappresenta una forma di canto polifonico eseguito da un gruppo di quattro uomini che eseguono parti separate e specialistiche. Non solo sono caratterizzati da differenti registri e timbri vocali, ma anche dalla libertà di movimento e dal ruolo che assumono durante l’interpretazione dei canti.

Nel complesso il canto a tenore può essere descritto come un canto solista accompagnato "ad accordi" ("corfos") da un coro a tre parti vocali (a sua volta propriamente detto "su tenore"). Il solista, chiamato "sa boghe", canta un testo poetico in lingua sarda mentre gli altri tre cantori, "su bassu, sa contra, sa mesu boghe", ne accompagnano il canto con sillabe nonsense, emettendo (i primi due oppure uno solo tra i due) suoni gutturali dal peculiare colore vocale. (guarda il video).

In particolare, bassu e contra utilizzano due differenti tipi di restrizioni laringee che producono caratteristici colori vocali; per quanto riguarda il bassu, produce anche il fenomeno acustico della duplicazione del periodo (es. il salto di un’ottava percepita sotto il tono originale).

Essendosi sviluppato con una tradizione orale, non si appoggia su schemi rigidi, spartiti o melodie prestabilite. Lo stesso testo del canto non è predeterminato. L’esecuzione viene costruita su formule melodiche e armoniche, ben note fra i cantori, che vengono combinate seguendo un canovaccio che può essere variato dal solista o dal coro nel suo insieme (o anche dalle singole voci). La sequenza musicale di conseguenza non è preordinata da segni rigidi, ed effettivamente attraverso essa i cantori hanno l’opportunità di esprimere le proprie emozioni e il proprio gusto estetico.

L’insegnamento avviene di norma per via orale, per imitazione.

Possono essere identificate tre forme del canto:

- Boghe ‘e note (o boghe sèria): è il principale, caratterizzato dall’avvicendamento di ritmo libero e pezzi misurati;

- Boghe ‘e ballu: in cui le canzoni accompagnano la danza;

- Mutos: è una forma in cui mutu, una forma poetica tipica della tradizione sarda, viene messa in musica.

Il canto a tenore viene praticato in diversi contesti, sia informali sia formali. Durante l’esecuzione i cantanti a tenore assumono delle posture e una gestualità che sono in parte funzionali alla musica che stanno eseguendo e in parte frutto del comportamento imparato culturalmente.

L’assenza di documenti scritti rende quasi impossibile conoscere le sue origini o ricostruire esattamente la sua storia, anche se alcuni tratti musicali e la presenza plurisecolare nel territorio regionale permettono di ipotizzare radici profonde nella tradizione sarda.

Quanto alle ricerche sul campo, a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, gli etnomusicologi hanno iniziato a studiare questa pratica, specialmente quelli interessati allo studio dell’analisi sociale e musicale. Oggi il numero di ricerche sta crescendo, focalizzandosi sugli aspetti fonetici del canto (e.g. Bravi, 2012).

Al momento, una delle risorse maggiormente note nel campo del Canto a Tenore è l’Enciclopedia della Musica Sarda, pubblicata dall’Unione Sarda nel 2012 (Pilosu, 2012).

 

Video

Clicca per vedere su youtube il video sul Canto a Tenore a cura dell’UNESCO.

Clicca qui per vedere un video sulle quattro voci del Canto a Tenore.

 

Altri materiali

 

Aspetti fisici nel Canto a Tenore: (1) posture e movimenti e (2) il coinvolgimento della tratto vocale

Le dimensioni sociale ed emotiva nel Canto a Tenore

Insegnare e imparare il Canto a Tenore: (1) conoscenza e capacità e (2) esercizi di insegnamento e apprendimento

La tradizione del Canto a Tenore

Origini e attuale diffusione

 

Bibliografia

Angius, V. (1838-1839). Su gli improvvisatori sardi. Biblioteca sarda (3-4-5-8).

Bandinu, O. (2006). Il canto a tenore. Dai nuraghi all'UNESCO. Siti (3), 16-21 [on line:http://www.rivistasitiunesco.it/articolo.php?id_articolo=775].

Bailly, L., Heinrich, N., & Pelorson, X. (2010). Vocal fold and ventricular fold vibration in period-doubling phonation: Physiological description and aerodynamic modeling. J. Acoust. Soc. Amer., 127 (5), 3212-3222.

Bravi, P. (2012) Mbimbom. L'accompagnamento vocale nel canto a tenore. Ph.D. Thesis - University of Sassari.

D'Austria-Este, F. (1993 ed. or. 1812). Descrizione della Sardegna. (G. Bardanzellu, A cura di) Cagliari: Della Torre.

Deplano, A. (1994). Tenores. Cagliari: AM&D.

Lortat-Jacob, B. (1995). En accord. Polyphonies de Sardaigne: quatre voix qui n'en font qu'une. Cahiers de musique traditionnelles , VI, 69-86.

Madau, M. (1997 ed. or. 1787). Le armonie de' Sardi (Orig.: Cagliari, Stamperia Reale ed.). (C. Lavinio, A cura di) Nuoro: Ilisso.

Pilosu, S. (2012a) ‘Enciclopedia della musica sarda: Canto a Tenore’, in Casu F. e Lutzu M. (ed.), Enciclopedia della musica sarda, vol.1 e 2, Cagliari: L'Unione Sarda.

Pilosu, S. (2012b) ‘Canto a tenore e "visibilità". Il confronto fra due comunità: Orgosolo and Bortigali, In Multipart music. A specific mode of musical thinking, expressive behaviour and sound. Udine.

Spano, G. (1840). Ortografia sarda nazionale. Cagliari: Reale Stamperia.

 

Altre risorse

Deplano, A. (A cura di). (2007). Su Tenore durgalesu de su 1929. CD + libretto . IX Comunità montana del Nuorese / Comune di Dorgali.

Sassu, P. (2010 ed. or. 1973). In D. Carpitella, P. Sassu, & L. Sole (A cura di), Musica sarda. Canti e danze popolari (or. Albatros VPA 8150/51/52 (libretto + 3 LP), Milano, pp. 41-51 ed., p. 69-95). Udine: Nota (Book + 2 CD, Macchiarella, Ignazio ed.).

 

Riconoscimenti: questa introduzione al Canto a Tenore si basa sui materiali forniti da: Prof. Paolo Bravi, Marco Lutzu e Sebastiano Pilosu