Caso d’uso 1: Conoscenza di canti rari

Caso d’uso 1: Conoscenza di canti rari

Il caso d’uso relativo al canto riguarderà diverse tecniche canore tradizionali europee appartenenti all’Inventario UNESCO del Patrimonio Culturale Intangibile che necessita di urgente salvaguardia. Le canzoni selezionate sono il “cantu in paghjella” della Corsica (Francia), il “canto a tenore”, canzoni pastorali della Sardegna (Italia), e gli inni bizantini dal Monte Athos (Grecia). Queste canzoni sono solitamente eseguite in occasioni festive, sociali e religiose; ma il numero di praticanti attivi sta diminuendo. Il nostro case di studio comprenderà anche uno stile canoro contemporaneo in recente espansione: il “beatboxing”, in cui il cantante imita il suono di strumenti a percussione e tamburi. 

Al momento, per tutti i suddetti stili di canto, la documentazione, le conoscenze, le risorse e il materiale pedagogico esistenti sono esigui se non nulli. Rivelare i tesori nascosti - per questi casi - contribuirà a migliorare le tecniche per insegnare il canto e renderà accessibili a un pubblico più ampio stili canori oggi rari.

1. La musica bizantina è la musica dell’Impero Bizantino composta su testi Greci come musica cerimoniale, festiva, o religiosa. Alcune ricerche hanno dimostrato che la musica bizantina affonda le proprie radici nella musica greca antica e nonostante essa non sia stata inserita nell’elenco dell’UNESCO come ICH in via di estinzione, c’è il rischio che determinati stili interpretativi degli Inni Bizantini, senza nessuna azione a tutela, possano cessare di esistere.

Figura 1: la musica Bizantina è una musica cerimoniale, festiva, o di chiesa.

 


2. "Cantu in paghjella" è una tradizione canora Corsa che è stata inserita dall’UNESCO come uno dei tesori dell’ICH che necessitano di urgente salvaguardia. Il “cantu in Paghjella” fa un uso considerevole dell’eco e viene cantato a capella in una varietà di lingue che comprendono il  Corso, il Sardo, il Latino e il Greco. Tradizione orale sia secolare che liturgica, Il “cantu in Paghjella”  viene eseguito in occasioni festive, sociali e religiose. Il principale metodo di trasmissione è orale, per lo più attraverso l’osservazione e l’ascolto, l’imitazione e l’immersione, iniziando come parte degli offici liturgici quotidiani dei ragazzi più giovani e poi degli adolescenti nel coro della chiesa locale. Nonostante l’impegno dei suoi praticanti per rivitalizzarne il repertorio, Il “cantu in Paghjella” ha progressivamente diminuito la propria vitalità, a causa di un severo declino nella trasmissione intergenerazionale causato dall’emigrazione delle generazioni più giovani e il conseguente impoverimento del suo repertorio. Se non verranno intraprese azioni al riguardo, il Il “cantu in Paghjella” smetterà di esistere nella sua forma corrente, sopravvivendo solo come prodotto turistico privo di quei legami con la comunità in grado di conferirgli un reale significato.

Figura 2: il canto tradizionale Corso "cantu in paghjella" è stato inserito dall’UNESCO come uno dei tesori dell’ICH che necessitano di urgente salvaguardia. Clicca qui per vedere il video su youtube.


3. Un caso simile è costituito dal "canto a tenore" in Sardegna, che nel 2008 è stato iscritto dall’UNESCO  nella lista rappresentativa del Patrimonio Culturale Intangibile dell’Umanità. L’arte del “canto a tenore” è estremamente integrata nella vita quotidiana delle comunità locali. Ciò nonostante, il “canto a tenore” è particolarmente vulnerabile ai cambiamenti socio- economici, dal declino della cultura pastorale all’aumento del turismo in Sardegna. Le esecuzioni a teatro per i turisti tendono a influenzare la varietà del repertorio e e la maniera intima in cui questa musica veniva eseguita nel suo contesto originale.

Figura 3: il "Canto a tenore" sardo è stato iscritto nella lista del Patrimonio Culturale Intangibile dell’Umanità dall’UNESCO. Clicca qui per vedere il video su youtube.

 


4. Il nostro studio comprenderà anche uno stile di canto contemporaneo di recente espansione: il "Beatboxing” in cui il cantante imita il suono di strumenti a percussione e tamburi. Il Beatboxing è una forma di percussione vocale che prima di tutto coinvolge l’arte di riprodurre i colpi sul tamburo, il ritmo e i suoni musicali utilizzando la propria bocca, le labbra, la lingua e la voce. Può anche comprendere il canto, l’imitazione vocale dei piatti, e la simulazione di corni, corde e altri strumenti musicali. Oggi il Beatboxing è legato alla cultura hip-hop, di cui costituisce uno degli "elementi", ma non è limitato alla musica hip-hop. Il termine "beatboxing" è talvolta utilizzato per indicare le percussioni vocali in generale (per dettagli vedi: percussioni vocali).

 


L’obiettivo di questo caso d’uso è quadruplo:

  • Aumentare e arricchire le risorse su diversi stili di canto per vari ICH.
  • Sviluppare metodologie innovative per l’analisi multimodale della voce e della gestualità basate su sensori all’avanguardia e tecniche di aggregazione dei dati. Uno dei maggiori risultati del progetto sarà costituito dallo sviluppo di un iper-elmetto mobile e leggero.
  • Produrre conoscenza sugli stili di canto e le capacità dell’apparato vocale umano.
  • Sviluppare nuovi metodi e interfacce per insegnare e imparare tecniche di canto selezionate.